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La sismicità è una caratteristica fisica del territorio ed indica la frequenza e la forza con cui si manifestano i terremoti. Se conosciamo la frequenza e l'energia associate ai terremoti cheterremoto caratterizzano un territorio, e attribuiamo un valore di probabilità al verificarsi di un evento sismico di una data magnitudo in un certo intervallo di tempo, possiamo definirne la pericolosità sismica.
La pericolosità è la probabilità che si verifichi un terremoto di elevata magnitudo, a parità di intervallo di tempo considerato. Tanto più frequenti saranno gli eventi sismici di intensità elevata, tanto più elevata sarà la pericolosità.
L'esposizione è la maggiore o minore presenza sul territorio di beni esposti è cioè la possibilità che un sisma comporti un danno economico, ai beni culturali, o la perdita di vite umane:
La vulnerabilità sismica è la probabilità che una struttura subisca danni di un determinato livello, a fronte di un evento sismico di una determinata intensità Quanto più un edificio è vulnerabile (per tipologia, progettazione inadeguata, scadente qualità dei materiali e caratteristiche di resistenza e modalità di costruzione, scarsa manutenzione), tanto maggiori saranno le conseguenze.
Il rischio sismico è determinato dalla combinazione della pericolosità, dell'esposizione e della vulnerabilità ed indica la misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni nonché all'antropizzazione (natura, qualità e quantità dei beni esposti).
Il Rischio sismico in Italia
L'Italia ha una pericolosità sismica medio-alta (per frequenza e intensità dei fenomeni), una vulnerabilità molto elevata (per fragilità del patrimonio edilizio, infrastrutturale, industriale, produttivo e dei servizi) e un'esposizione altissima (per densità abitativa e presenza di un patrimonio storico, artistico e monumentale unico al mondo). La nostra Penisola è dunque ad elevato rischio sismico, in termini di vittime, danni alle costruzioni e costi diretti e indiretti attesi a seguito di un terremoto.
InterventiIl crollo degli edifici - Una delle cause principali di morte durante un terremoto è il crollo degli edifici. Per ridurre la perdita di vite umane, è necessario rendere sicure le strutture edilizie (con il rispetto delle norme sulle nuove costruzioni) e prevedendo interventi di adeguamento per gli edifici esistenti.. Oggi, le norme per le costruzioni in zone sismiche prevedono che gli edifici non si danneggino per terremoti di bassa intensità, non abbiano danni strutturali per terremoti di media intensità e non crollino in occasione di terremoti forti, pur potendo deformarsi e subire gravi danni.
Quando si verifica un terremoto, il terreno si muove orizzontalmente e/o verticalmente, sottoponendo un edificio a spinte in avanti e indietro. L'edificio inizia così a oscillare, deformandosi. Se la struttura è duttile, e quindi capace di subire grandi deformazioni, potrà anche subire gravi danni, ma non crollerà. Il danno dipende anche dalla durata e dall'intensità del terremoto. Un edificio può riportare danni strutturali agli elementi portanti (pilastri, travi) e/o danni non strutturali agli elementi che non ne determinano l'instabilità (camini, cornicioni, tramezzi). Il tipo di danno dipende da: struttura dell'edificio, età, materiali, luogo di realizzazione, vicinanza con altre costruzioni e elementi non strutturali. (fonte Protezione Civile)
Approfondimenti: Sismicità e rischio sismico - esempi - Dacarro - Eucentre Pavia

         

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